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Non stavo vivendo, sopravvivevo

“Così mi accorsi che non stavo vivendo. Per niente. Nemmeno per metà. Nè per un quarto. Continuavo a rincorrere pezzi di “vita” come un viaggiatore perennemente in ritardo, perde il treno sempre per un soffio, o quasi. Un viaggiatore sempre attento e addirittura in anticipo secondo i suoi tempi ma in ritardo relativamente alle tappe della vita. In realtà io pensavo davvero che stavo vivendo. Ma non era così. Provavo a fare quello che significava vivere. Ma non la mordevo la vita. La subivo. O forse neanche quello. Finchè un giorno quasi come un fiume in piena, quella diga che conteneva tutte le mie emozioni, perse essa stessa il controllo. E così straripò tutto: gioia, dolori, rimpianti, rimorsi, attese, errori mai perdonati (agli altri ma soprattutto a sè stessi),sbagli mai commessi, suggestioni mai fondate, traguardi mai raggiunti, emozioni mai condivise, orgasmi emotivi mai provati. Era stato tutto mescolato in un calderone per anni. Ma non avevo mai pensato seriamente a quanto potesse essere profondo quel pozzo. Così mi riempivo di gente, inutilità, cibo, sensazioni, pezzi di realtà distorta. Ma non c’ero. Non esistevo, non vivevo, non amavo, non emozionavo. Ogni tanto buttavo via qualcosa per far spazio ad altro ma mi ci aggrappavo con tutta me stessa. La stringevo, soffocavo, legavo. Diventava un’ossessione finchè non ricapitava. Era un loop. Quasi random. Un meccanismo ossessivo compulsivo che mi dava l’idea (perchè di quello mi nutrivo, dell’idea che avevo dell’amore, dell’amicizia, della vita, delle cose..) che stavo vivendo finalmente. Ma non era così. Mai. Era sempre e solo pura e maledetta illusione. La mia.E adesso? Beh, bella domanda… Non lo so nemmeno io. Ma so che devo fare qualcosa. E forse lo sto già facendo: aprirmi, condividere, osare, sbagliare, perdonami e perdonare, sognare, concretizzare, organizzare, accettare, asciar andare…Si, credo che sia proprio questa la cosa più difficile al momento. Lasciar andare quello che è stato, chi mi ha circondato, le cose che appartengono al passato. Ci sto riuscendo? Si, no, boh, forse. Ho appena cominciato. E questo come sempre, dicono che sia un ottimo inizio!”(“Vengo a prenderti e ti porto al mare”, prossima pubblicazione).

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